NAVIGANDO da Mosca a San Pietroburgo dal 12 al 22 giugno 2017

12 giugno

Oggi è stata una lunghissima giornata di
trasferimento. Sveglia alle 5 del mattino,in taxi fino all’aeroporto di
Fiumicino e volo per Monaco di due ore; scalo e attesa di 1 ora per cambio
volo, imbarco per Mosca e dopo tre ore arrivo a Mosca. Al controllo passaporti
il nostro gruppo è stato incrociato, disperso e conseguentemente travolto da
grupponi di turisti giapponesi e russi di ritorno da un lungo fine settimana
per festa. Dopo un momentaneo
disorientamento alla ricerca di una via di fuga, troviamo un canale per
diplomatici, una fila di persone in abito nero completi di valigetta nera al
seguito e riusciamo a passare fino al successivo blocco. Una fila di fronte
alla cabina della polizia. Finalmente arriva il nostro turno, consegno il
passaporto e lì comincia un’attenta analisi del documento; lo sguardo della
poliziotta passa dal passaporto a me e di nuovo al passaporto, quasi non
convinta che la persona che ha di fronte sia la stessa della foto del documento.
Mi comincio a spazientire, il mio sguardo si incupisce, la poliziotta stampa un
foglio incomprensibile che mi sottopone per la firma. Poi finalmente mi
restituisce il documento. Usciamo dall’aeroporto e ci riuniamo al gruppo. Saliamo
sul pullman e ci dirigiamo alla nave che ci ospiterà per undici giorni, la
Rachmaninov.Siamo a Mosca, un traffico pazzesco, una
lunghissima fila di auto, si procede molto lentamente, dopo circa un ora e
mezza arriviamo al porto. Di fronte alla nave una signora in costume
tradizionale ci accoglie per compiere la cerimonia di buonaugurio del sale e del pane, da mangiare
insieme. Eseguite le procedure burocratiche (consegna dei passaporti e consegna
delle chiavi della cabina), prendiamo possesso della nostra casa temporanea,
molto spaziosa, due grandi finestre, due armadi e il bagno, piccolo ma completo
di tutto.Sistemiamo i nostri piccoli bagagli e
usciamo in perlustrazione della nave. Ci sono cinque piani, noi alloggiamo al
quarto; vari bar, una biblioteca, il ristorante e la sala degli spettacoli.Si sale e si scende spesso, i gradini sono
meno profondi della lunghezza dei piedi, scopriamo che per scendere in
sicurezza dobbiamo poggiare i piedi inclinati. Ora di cena, tutti nella sala ristorante,
abbiamo scelto un ottimo tavolo per sei in un angolo finestrato, siamo
circondati dall’acqua, una meraviglia. Cena completa dall’antipasto al dessert.
Una sigaretta fumata a poppa, sottovento, e poi a letto.


13 giugno 2017

La visita alla piazza Rossa avviene, come al
solito, dopo un lungo ed estenuante percorso in pullman in mezzo alle auto,
condito con una pioggerella fitta sottile e persistente. Metà piazza è
transennata per lavori in corso, il mausoleo di Lenin non si può visitare
perché ingabbiato nel reticolato. La famosa Cattedrale di San Basilio ricca di
cupole e guglie coloratissime, pur essendo molto bella non mi ha emozionato particolarmente,
forse il freddo e la pioggia contribuiscono, ma nell’insieme Mosca è una città
scostante, traffico e lavori in corso a non finire. Immensi stradoni la
attraversano, palazzi monumentali e grattacieli in stile sovietico
costruttivista incombono e non solo quelli risalenti all’epoca sovietica, ma
anche quelli di recente costruzione. Non ci sono problemi di spazzatura, tutto
è assolutamente pulito. Poca gente in strada.

 

14 giugno 2017

Stamattina si visita il Cremlino, che si
estende per 60 ettari. Ma noi non stiamo bene: io soffro di mal di stomaco, e
anche Claudia e Sergio si sentono “imbarazzati”. Dopo il solito percorso di
un’ora e mezza arriviamo al Cremlino; una signora d’età

sarà la nostra guida e illustrerà palazzi e
chiese armata di microfono e noi ascolteremo con l’auricolare. Passato il
controllo zaini e marsupi, arriviamo alla piazza delle cattedrali; ne visitiamo
due russe ortodosse completamente ricoperte di iconostasi e pitture murarie.
Sono bellissime, ma le storie religiose non ci interessano così gironzoliamo
ammirando le icone dipinte. Il mio mal di stomaco è peggiorato e vomito in
mezzo alla piazza del Cremlino, ahimè. Durante il percorso di ritorno vediamo
una lunghissima fila di persone, chilometri e chilometri, che sotto la pioggia
sono in attesa di visitare la spoglie di San Nicola, momentaneamente trasferite
a Mosca dall’Italia. Torniamo a bordo alle 17,30. La nave salpa e stasera
supereremo la prima chiusa e inizierà la navigazione sul Volga.

 

15 giugno 2017

Lunga giornata di trasferimento in
navigazione sul Volga. Attracchiamo nel pomeriggio per visitare la piccola
città di Ouglitch. Scendiamo dalla nave e ci accoglie una banda musicale al
suono di Kalinka. Piove, piove e la temperatura si è abbassata. Ouglitch è una
cittadina con il suo Cremlino che sorge su una penisola circondata dal Volga.
Visitiamo l’antica cattedrale della Trasfigurazione con l’iconostasi e le icone
dipinte. Torniamo alla nave sotto la pioggia, vento e freddo. Si riparte alle
19,00 alla volta di Yaroslav.

 

 

16 giugno 2017

Al risveglio ho avvertito un disagio
intestinale e ho consultato il medico di bordo, che parlava solo russo, quindi
è stato necessario l’intervento di un interprete. La diagnosi è stata “infiammazione
del colon”, mi ha fatto due punture, una con funzione antispastica, l’altra per
bloccare la dissenteria. Rinunciamo alla visita del monastero della
Trasfigurazione di Jaroslavl con il gruppo. E ci sistemiamo in biblioteca, dove
si radunano man mano altri passeggeri affetti da analoghi problemi.             

Aspettiamo il rientro degli
altri passeggeri dall’escursione leggendo e scrivendo, poi si riparte per la
prossima tappa. Durante la navigazione viene organizzata la “cerimonia del tè”,
che a differenza da come l’avevo immaginata consiste in una grande quantità di
dolci, torte alla frutta e pane a forma di animali. Siamo serviti da personale
in costume tradizionale, cerimonia molto carina, e i dolci molto buoni. La
serata trascorre ascoltando un concerto di musica classica al Bar Sinfonia, i
musicisti del gruppo Kalinka, con voce, balalaika e fisarmonica. Bravissimi.

 

17 giugno 2017

Purtroppo stamattina ho
avuto di nuovo disturbi intestinali e di nuovo sono andata dal medico: una
puntura e due pasticche dopo circa un‘ora mi sento meglio. Dobbiamo comunque rinunciare
all’escursione al Monastero di San Cirillo sul lago Bianco, ma in alternativa
scendiamo per visitare a piedi il villaggio rurale di Goritzy. Una tranquilla
passeggiata in campagna, la strada è costellata di abitazioni di legno dipinte
di vari colori; e tra una casa e l’altra, orti ben curati ingentiliscono il
paesaggio. Sembra di essere tornati indietro nel tempo, in campagna i ritmi
della vita non sono molto cambiati; e si avverte lo spirito della Russia
profonda. Notiamo degli oggetti datati: una postazione telefonica, una
pensilina in cemento. Visitiamo un monastero in restauro, un piccolo cimitero e
una fontana dalla quale esce acqua, ritenuta miracolosa, circondata da donne
armate di taniche. Arriviamo a un’improbabile piazzetta del paese, con un
supermarket quasi senza merce. Torniamo a bordo e poco dopo si salpa per la
prossima tappa.

Nel pomeriggio il sole sconfigge le nuvole,
la nave attraversa il lago Bianco esteso per 1125 km quadrati e circondato da
una natura incontaminata, spettacolare, tante piccole isolette sembrano
galleggiare sulla superfice del lago, una meraviglia.

 

18 giugno

Entriamo nel canale Volga-Baltico che ci
condurrà al lago Onega, meta la piccola isola di Kiji, la perla della Carelia
patrimonio dell’Umanità, con il museo ligneo all’aperto. Lungo il percorso incrociamo
alcune chiatte che trasportano terra o ghiaia. Ci dicono che i boschi di
betulle sono pieni di animali, ma dalla nave non si percepisce la loro presenza,
solo le gabbianelle che seguono imperterrite la nave. E’ un lento percorso
incantato quello del canale, regna un silenzio profondo e la luce è fantastica,
nitida, i colori sono brillanti. Si sente profondamente la differenza di
ambiente tra grandi città e campagna, con atmosfere tranquille, boschi, profumi
e molto verde, dove la vita scorre lenta. Probabilmente non c’è un grande benessere,
ma forse si è più felici, rispetto alle megalopoli di Mosca e San Pietroburgo,
piene di traffico e cantieri di lavori in corso.

 

19 giugno 2017

Attracchiamo all’isola di Mandroga, dove c’è
un villaggio turistico con case di legno in parte originali dell’epoca e in
parte ricostruite. L’insieme è molto suggestivo. Mandroga è un’isola dalla
forma allungata, ricoperta da un fitto bosco di betulle, albero nazionale russo,
e di pini con un sottobosco pieno di fiori profumati e spontanei. Le
costruzioni sono quasi tutte in legno lavorato e dipinto. Passeggiamo lungo una
strada alberata che la percorre, passando accanto ad una stalla di cavalli,
pronti a trainare le carrozzelle per i turisti con i conducenti in costumi
tradizionali. Più avanti appare un albergo di due piani in legno dipinto
ricoperto di fregi, spettacolare. Entriamo in una vecchia locanda dell’XIX
secolo completamente arredata con mobili originali; la sala è dominata da una
grande testa di cervo. Lungo il percorso molte splendide residenze private
sparse nel bosco, che gareggiano per bellezza e colori. Proseguendo si arriva
ad un gruppo di antiche case lignee attualmente adibite a laboratori
artigianali. Il pranzo è stato organizzato sotto grandi tendoni: vino antipasti
e spiedini di carne o pesce, squisiti, mentre un gruppo musicale di due
musicisti (balalaika e fisarmonica) e una cantante ci deliziano. Il suonatore
di balalaika ha eseguito brani di Bach, Rimskj Korsakov e altri compositori
russi in modo assolutamente magistrale. Alla fine siamo tutti intorno a lui,
incantati dalla sua bravura. Poi tutti a bordo, si salpa. La navigazione durerà
tutta la notte attraverso il lago Lagoda. L’arrivo a San Pietroburgo è previsto
domani mattina alle 8.

 

20 giugno 2017

San Pietroburgo, c’è il sole, si parte in
tre gruppi distribuiti sui pullman. La città si presenta con larghe strade e
palazzi maestosi; è stata fondata trecento anni fa su una zona molto estesa e
paludosa ed è attraversata da numerosi fiumi e canali. Ha sei milioni di
abitanti, una megalopoli. Anche qui, coma a Mosca, il traffico è intenso, si
procede a passo d’uomo. Breve sosta per ammirare una chiesa in restauro non
visitabile, successiva sosta breve per un’altra chiesa anche questa chiusa; nel
frattempo comincia a piovere e si alza il vento. Il pullman riparte, ma alla
terza sosta decidiamo di non scendere. Si procede verso il Cremlino di San Pietroburgo.
Una antica fortezza con alte mura. Non provo alcuna emozione. Visitiamo
l’ennesima chiesa, dove si trovano le tombe dei Romanov, circondati da numerosi
gruppi di turisti giapponesi, cinesi, tedeschi e spagnoli: un delirio. Sosta in
un negozio di gadget: matrioske, colbacchi di pelliccia vera e sintetica,
cappelli militari di varie fogge e colori. E ricordi del periodo sovietico,
ormai vivo solo nei gadget: distintivi, orologi, portachiavi e bussole con
falce e martello per i nostalgici. Tutto il mondo è paese. Pranzo a self service
e di nuovo in pullman verso l’Ermitage. La guida, mentre siamo in fila
all’ingresso in attesa di entrare, ci descrive la situazione che troveremo
all’interno del museo, raccomandandoci di stare sempre vicino a lei, perché è
molto facile perdersi e difficile ritrovarsi; per questo ci dà un appuntamento
di sicurezza all’entrata. L’Ermitage è molto esteso, comprende cinque grandi
edifici, noi visiteremo il famoso Palazzo d’Inverno,
la residenza
ufficiale degli Zar_di_Russia" Essere lì mi fa sentire di entrare nella storia, finalmente
un’emozione.
 Impossibile vedere le opere esposte in seconda
o terza fila dietro gruppi numerosi di turisti. Cerco disperatamente un bagno a
causa del mio problema, una guida mi accompagna e mi metto in fila in attesa,
un incubo. Il percorso di andata e ritorno è durato circa tre ore, arriviamo
alla nave sfiniti e scontenti.

 



20 giugno
Giorno libero per visitare la città. Non sono in condizioni di muovermi, per cui restiamo in nave. In aggiunta veniamo a sapere che la metropolitana viaggia a cento metri sotto terra a causa dei fiumi e dei canali che attraversano la città, non depone molto bene. Ci prepariamo alla partenza del giorno dopo, non vedo l'ora di tornare a casa.